giovedì 24 luglio 2008

Dopo un utilizzo improprio della Protezione Civile ecco che abusano anche della Croce Verde.


Viste le continue segnalazioni a me pervenute mi sembra più che doveroso fare qualcosa, per evitare che si abusi “ora” anche della Croce Verde.

Per i non addetti ai lavori mi permetto innanzitutto di mostrarvi qualche documento che possa testimoniare ciò che la nostra amministrazione comunale ha commesso in passato nei confronti della protezione civile (non più operante ma tutt’ora presente sul nostro territorio).

TorinoCronacaQui



La Stampa



Il Canavese



La Nuova Voce



PREMETTENDO CHE SIANO QUESTE LE ATTIVITÀ DEL SERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE.

Le emergenze
E' fondamentale che la protezione civile sia una "macchina di intervento in emergenza" bene organizzata, in grado di ridurre al minimo il tempo che intercorre tra un evento calamitoso e i primi soccorsi e interventi. A questo obiettivo sono dedicati il lavoro di definizione dei "piani di emergenza", elaborati a livello nazionale e locale; il continuo aggiornamento delle procedure di emergenza, indispensabili per far sì che al momento del bisogno tutti coloro che devono intervenire sappiano già cosa fare e come farlo; lo scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema; le attività di formazione del personale e le esercitazioni di tutte le componenti che intervengono nella protezione civile; il potenziamento dei mezzi tecnici a disposizione.
Grazie a questo lavoro sistematico e all'iniziativa delle strutture decentrate soprattutto a livello regionale, negli ultimi anni gli interventi di protezione civile hanno visto i tempi medi del soccorso ridursi notevolmente, fino a pochi minuti. Altrettanto è considerevolmente aumentata la conoscenza delle azioni necessarie e la capacità di operare per ridurre il danno alle persone, alle cose, al patrimonio artistico e ai beni culturali e i tempi per il ripristino delle normali condizioni di vita nelle zone disastrate.

Previsione
La storia delle grandi catastrofi che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi decenni ci ha insegnato che, per proteggere con efficacia la vita dei cittadini e il patrimonio delle comunità, non bisogna puntare solo su soccorsi tempestivi, ma occorre dedicare energie e risorse importanti alla previsione e alla prevenzione delle calamità.
L'attività di previsione è assicurata da un sistema di reti che collegano la protezione civile ai centri nazionali di ricerca scientifica, a sistemi tecnologici di raccolta ed elaborazione di informazioni sui diversi tipi di rischio e sulle condizioni che possono aumentare le probabilità di pericolo per la collettività, a centri di elaborazione delle informazioni in grado di segnalare con il massimo anticipo possibile le probabilità che si verifichino eventi catastrofici.
Questo insieme di attività tecnico-scientifiche, che vanno dalla raccolta di informazioni sul territorio alla loro elaborazione, fino alla interpretazione dei dati raccolti in base a modelli e simulazioni di eventi, mette in condizione la protezione civile, ai vari livelli, di valutare le situazioni di possibile rischio, allertare il sistema di intervento con il massimo anticipo utile, ma anche di fornire alle autorità preposte gli elementi necessari a prendere decisioni ragionate e tempestive.
E' questo il lavoro continuo, poco visibile, ma di fondamentale importanza, dei nuclei di previsione della protezione civile, che si sta trasformando in una rete di "Centri funzionali" organizzati a livello nazionale e regionale. Attraverso la conoscenza precisa e puntuale del territorio e dei possibili fenomeni all'origine delle catastrofi, l'utilizzo di reti tecnologicamente avanzati, come le reti radar per le previsioni metereologiche, la rete nazionale dei sismografi, i sofisticati sistemi di monitoraggio dell'attività dei vulcani, e delle migliori competenze scientifiche e professionali disponibili mette la protezione civile italiana in condizione di intervenire con allerta tempestivi e, quando possibile, con misure preventive come l'evacuazione delle aree a rischio. Grazie proprio all'evacuazione preventiva delle aree a rischio la recente inondazione che ha colpito il Piemonte nel 2002 non ha provocato vittime, mentre un analogo evento verificatosi solo due anni prima si era rivelato fatale per decine di persone.

Prevenzione
La conoscenza del territorio e delle soglie di pericolo per i vari rischi costituisce la base, oltre che per le attività di previsione necessarie a rendere efficiente la macchina dei soccorsi, anche per individuare gli indirizzi e le linee dei vari tipi di interventi di prevenzione possibili.
E' compito della protezione civile individuare e segnalare alle autorità competenti gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare il possibile danno. In questo contesto si inquadra la recente revisione della carta sismica nazionale. Come è noto, la scienza non è in grado, ad oggi, di prevedere il verificarsi di un terremoto.
Tuttavia sono disponibili informazioni rigorose e scientificamente verificate sulla diversa esposizione al rischio sismico delle aree del territorio nazionale, che permettono di individuare in quali comuni sia necessario ricorrere a tecniche edilizie idonee ad aumentare la resistenza dei manufatti in caso di terremoto, in modo da ridurre i crolli e soprattutto il numero delle possibili vittime.
Oltre al rischio sismico, il sistema della protezione civile tiene sotto controllo in modo sempre più accurato i vari tipi di rischi idrogeologici, la mappa delle aree più soggette agli incendi boschivi, le aree dove più probabili sono i rischi legati all'alto livello di industrializzazione.

Le relazioni internazionali
Il Dipartimento opera anche a livello internazionale, in accordo con le analoghe istituzioni di altri Paesi e nel quadro delle istituzioni internazionali a livello mondiale e soprattutto europeo, e partecipa ad interventi di protezione civile all'estero, che rappresentano un segno della solidarietà internazionale dell'Italia e della capacità operativa, tecnica ed umana degli uomini della nostra protezione civile.
Il Dipartimento punta molto, oggi, anche allo sviluppo di relazioni internazionali a livello tecnico-scientifico, nella consapevolezza che spesso i rischi ambientali sono legati a fattori che vanno ben al di là dei confini nazionali. A livello di prevenzione a medio e lungo termine, soprattutto in campo idrogeologico, si è dimostrato utile lo sviluppo internazionale delle reti di informazione e monitoraggio, lo scambio di informazioni e di metodologie, l'avvio di relazioni permanenti con centri di ricerca, specialisti e strutture organizzate dalla protezione civile degli altri Paesi europei.
Questa nascente cooperazione internazionale permette all'Italia di verificare e valutare metodi, procedure, tecniche operative e modelli organizzativi alla luce delle esperienze compiute in altri Paesi, ma anche di esportare fuori dei confini nazionali il know how del nostro sistema di protezione civile, con particolare riguardo all'esperienza del volontariato italiano, unica nel panorama europeo per estensione e organizzazione.


Ora mi sembra doveroso dire che nonostante tutto ciò il comune o chi per esso (incaricato) fa svolgere le attività di viabilità veicolare e di prevenzione al pubblico alla Croce Verde (ente di volontariato che opera nel campo sanitario con servizi diretti a tutte le persone che, momentaneamente o permanentemente, sono in stato di necessità).
Vi mostro qualche foto scattata il Venticinque aprile del 2008 e qualche foto appartenente alla fiera delle Rose di domenica undici maggio 2008 .











PREMETTENDO CHE SIANO QUESTE LE ATTIVITÀ DEL SERVIZIO NAZIONALE DELLA CROCE VERDE.


1. Trasporti in ambulanza:
• Trasporti Urgenti (nel caso, ad esempio, di incidenti, malore o cadute) finalizzati al primo soccorso e al trasporto del paziente, nel miglior modo possibile, verso la struttura ospedaliera;
• Trasporti Urgenti svolti in collaborazione col personale medico specializzato, in cui il volontario effettua il trasporto coordinato dal personale medico.
• Trasporti d'istituto nel caso di trasporto da/tra presidi ospedalieri e da/verso abitazione a carattere non urgente.
2. Trasporti per disabili
Le persone disabili vengono accompagnate con mezzi speciali che permettono l'accesso alle carrozzine.
3. Altri servizi
• Protezione Civile: la Croce Verde opera, in collaborazione con i dipartimenti di Protezione Civile, con un proprio Nucleo Sanitario.
• Assistenza durante le manifestazioni sportive.
• Assistenza sanitaria per eventi sportivi.

Mi chiedo come si possa abusare di queste associazioni che svolgono attività volontarie ( gratuite) per lo più facendogli svolgere mansioni non di loro competenza.
Chiedo espressamente che in nessun modo “improprio” venga utilizzata la Croce Verde se non (come espresso dallo statuto) in ambito sanitario.
Non credo sia opportuno assistere (negli ultimi giorni della Festa Insieme e nelle prossime iniziative) all’abuso dei volontari della Croce verde e della Protezione Civile.
Pertanto chiedo che si porti il massimo rispetto per queste Associazioni che spendono il loro tempo per il bene nostro e della nostra città.

mercoledì 23 luglio 2008

Chiusura “Bulgara” delle strade.

Purtroppo ci troviamo in una situazione al quanto sgradevole “al mattino la gente si trova quasi segregata in casa”.

Solo oggi ho ricevuto circa una quindicina di chiamate dagli abitanti del nostro paese; i Borgaresi sono stufi e si lamentano perché non ricevono risposte da quest’amministrazione “ci si reca in comune per delle lamentele ma purtroppo qualcuno sembra avere le orecchie tappate” “ci promettono mari e monti ma poi quando è ora di mantenere le promesse, svaniscono e non si fanno trovare”.

Purtroppo ci troviamo a subire passivamente gli abusi della nostra amministrazione che evidentemente crede di vivere “ sola in mezzo ad un deserto” pensando così di agire indisturbatamente senza crear danno; peccato che nessuno dei nostri amministratori si rende conto che a Borgaro siamo più di 14000 abitanti.
Ad oggi Borgaro risulta essere impraticabile in quanto la viabilità è fortemente compromessa dagli incessanti lavori stradali.

Capisco benissimo che ci possano essere tali lavori, ma non motivo la mancanza di segnalazione e la chiusura “impropria” delle suddette vie. Ogni santo giorno senza alcun preavviso la gente si trova di fronte a dei veri e propri “labirinti veicolari”.

Le strade vengono chiuse senza nessun senso logico e spesso non si hanno delle vie alternative da percorrere. A volte per effettuare dei tragitti inferiori ai 400 metri si possono impiegare anche più di dodici minuti d’auto.

Trovo sconcertante la mancanza d’attenzione nei confronti di coloro che ogni giorno per andare a lavorare sono costretti ad utilizzare la propria autovettura.
Chiedo che siano utilizzati dei criteri ben precisi per eseguire tali modifiche alla viabilità e al tempo stesso auspico che tali lavori vengano segnalati alla popolazione in maniera preventiva .


Vi mostro ora qualche foto








Ecco cosa la gente è costretta a fare per poter arrivare a casa.